Posted: maggio 9th, 2007 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi | Tags: dialetto, intervista, rai, televisione | No Comments »
Riassunto: volevo rivedere un’intervista a Meneghello che mi sono perso a CheTempoCheFa e sono andato sul sito, dove non l’ho trovata. E mi sono arrabbiato.
Ho anche scritto un’email a Rai Due, di cui non ho avuto risposta, fino a stasera. Dentro c’ho trovato un link a una pagina che contiene, tra l’altro:
Devono ancora essere inseriti i clip della puntata del 1 aprile 2007 che per un errore tecnico non si possono ancora rivedere. Ma ci auguriamo che la cosa possa risolversi al più presto. L’unica cosa da fare, per vedere se i video sono on line, è quella di tornare a trovarci spesso
Occhiolino strizzato a parte, un buon lavoro.
Posted: gennaio 29th, 2007 | Author: Antonio | Filed under: Girovagando | Tags: bolzano, casaclima, radio, rai, televisione | No Comments »
Sabato ho fatto un salto a Bolzano per Klimahouse 2007, una fiera dedicata all’efficienza energetica e l’edilizia sostenibile.
Stavamo per uscire intorno a metà pomeriggio quando siamo quasi inciampati in una telecamera Rai. Non si trattava del solito servizio del tg regionale, ma di una puntata in diretta di “Ambiente Italia” condotta da Beppe Rovera su Rai 3.
Avrei voluto stringere la mano a Beppe, ma poi timidamente non l’ho fatto. E’ infatti grazie al suo tono di voce pacato e rassicurante che il sabato pomeriggio riesco a dedicarmi anima e corpo alla pennichella di cui ho già scritto. Ma questa è appunto un’altra storia.
Quello che mi ha colpito è l’estremo agio con cui i tecnici si muovevano tra i padiglioni pieni di gente, filtrando il chiacchiericcio e i curiosi (tra cui io) che erano in mezzo ai piedi. Ho perfino pizzicato uno degli assistenti di studio e un cameraman intenti in un brindisi con un paio di birre, poi appoggiate con accortezza e naturalezza su uno sporto della telecamera.
Questa calma me la sarei aspettata da un servizio in registrazione, non da una trasmissione “live” in cui c’è il rischio di sbagliare davanti a tanti. Eppure loro sono abituati, lo fanno tutti i giorni, sono perfettamente consci di come si fa.
Mi è subito venuto in mente quello che ho visto qualche mese fa in radio, a Milano, dove agli speaker erano sufficienti gli ultimi 10 secondi della canzone per correre al loro posto, indossare la cuffia, e riprendere il discorso da poco interrotto, farcendo la conversazione con complimenti sul brano appena ascoltato, da tutti ma non da loro.
Mondi affascinanti: che abbia sbagliato mestiere?