Posted: agosto 6th, 2007 | Author: Antonio | Filed under: Humor inglese | Tags: luca-sofri, radio, rai | 1 Comment »
Sono impressionato. Ogni volta che qualcuno parla di Luca Sofri nel proprio blog dopo un poco questo arriva e lascia un commento.
Allora ci provo anche io. Dai Luca, lasciami un commento!
Però magari qualcuno in vena di scherzi si fa spacciare per te, allora ti chiedo di rispondere ad alcune domande che sappiamo solo io, te e pochi altri, d’accordo?
- abbiamo lavorato insieme a Mondadori.com. Come si chiamava il capo redattore?
- ti ho dato un passaggio in macchina perché andavi da tua nonna. In che città ti ho lasciato? (tra l’alto mi scuso, mi sa che ti ho portato in una bettola)
- di che forma è la voglia che Daria ha sulla natica destra? (vabbè, scherzo!)
Su dai, io sono qui che ti aspetto.
Posted: febbraio 4th, 2007 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi | Tags: musica, olofonia, radio, rai | No Comments »
Non avevo mai sentito parlare di olofonia prima della puntata di Radio 3 Scienza in cui hanno spiegato di cosa si tratta.
E’, con tutte le approssimazioni e imprecisioni che posso riportare, una particolare tecnica di registrazione del suono che di solito viene usata per sceneggiati o versioni radiofoniche di racconti.
Se la trasmissione viene ascoltata in cuffia è possibile percepire in modo realistico lo spazio in cui si svolgono i dialoghi, un po’ come se fossimo in prima persona nei panni del protagonista.
Incuriosito ho allora ascoltato in streaming, per “I dialoghi possibili” di Rai Radio 3, il radiodramma “Il sopravvissito” di Antonio Scurati.
E in effetti ascoltando i dialoghi in cuffia sembra proprio di entrare nella testa del protagonista, soprattutto all’inizio, quando si trova in ospedale attaccato a un respiratore. Che dire poi del colpo di pistola che segna la fine di ogni dialogo? Il bossolo sembra rimbalzare dietro le spalle.
Posted: gennaio 29th, 2007 | Author: Antonio | Filed under: Girovagando | Tags: bolzano, casaclima, radio, rai, televisione | No Comments »
Sabato ho fatto un salto a Bolzano per Klimahouse 2007, una fiera dedicata all’efficienza energetica e l’edilizia sostenibile.
Stavamo per uscire intorno a metà pomeriggio quando siamo quasi inciampati in una telecamera Rai. Non si trattava del solito servizio del tg regionale, ma di una puntata in diretta di “Ambiente Italia” condotta da Beppe Rovera su Rai 3.
Avrei voluto stringere la mano a Beppe, ma poi timidamente non l’ho fatto. E’ infatti grazie al suo tono di voce pacato e rassicurante che il sabato pomeriggio riesco a dedicarmi anima e corpo alla pennichella di cui ho già scritto. Ma questa è appunto un’altra storia.
Quello che mi ha colpito è l’estremo agio con cui i tecnici si muovevano tra i padiglioni pieni di gente, filtrando il chiacchiericcio e i curiosi (tra cui io) che erano in mezzo ai piedi. Ho perfino pizzicato uno degli assistenti di studio e un cameraman intenti in un brindisi con un paio di birre, poi appoggiate con accortezza e naturalezza su uno sporto della telecamera.
Questa calma me la sarei aspettata da un servizio in registrazione, non da una trasmissione “live” in cui c’è il rischio di sbagliare davanti a tanti. Eppure loro sono abituati, lo fanno tutti i giorni, sono perfettamente consci di come si fa.
Mi è subito venuto in mente quello che ho visto qualche mese fa in radio, a Milano, dove agli speaker erano sufficienti gli ultimi 10 secondi della canzone per correre al loro posto, indossare la cuffia, e riprendere il discorso da poco interrotto, farcendo la conversazione con complimenti sul brano appena ascoltato, da tutti ma non da loro.
Mondi affascinanti: che abbia sbagliato mestiere?