Humor da programmatori
Posted: ottobre 13th, 2005 | Author: Antonio | Filed under: Humor inglese, Tecnicaglie | No Comments »
Programming is like sex, one mistake and you have to support it for the rest of your life
Michael Sinz
Programming is like sex, one mistake and you have to support it for the rest of your life
Michael Sinz
Ho contattato Microsoft, quella americana, perché ero interessato a recensire un loro testo.
All’arrivo del libro non mi stupisco più di tanto di trovarci un foglio: di solito è una specie di bolla di accompagnamento o uno specchietto con i diversi prezzi. Ma non questa volta:
I certify that this shipment, as it leaves our docks, does not contain any unauthorized explosives, destructive devices or hazardous materials.
Mi diverto un sacco a cercare il mio nome, quello dei miei amici e dei miei progetti (cioè Fucina) in Google, per capire se qualcuno ne parla. Ogni tanto provo anche a cercare delle frasi contenute nei miei articoli, giusto per vedere se qualcuno le scopiazza.
Sembra incredibile, ma c’è chi ci riesce. Come per esempio qualche scemo di idea-informatica.it, nella loro sezione dedicata al web design. Ho detto scemo perché almeno il nome “Fucinaweb” avrebbe potuto toglierlo dal testo copiato.

Certo che non è facile comportarsi bene. Quando mi collego alla rete aziendale di Milano trovo sempre qualcuno che condivide la sua playlist di Itunes. Vi prego, non tentatemi come le sirene con Ulisse, come il serpente con la mela, non fatemi scaricare Il Programma, io voglio resistere e fare il bravo.
Quando vedo queste cose mi sento un po’ meno solo.


Ogni tanto mi immagino come sarebbe stato il mio modo di studiare se avessi avuto a disposizione fin dalle elementari le potenzialità delle rete. Magari sarebbe migliorato, magari mi sarei limitato a fare qualche copia incolla ben piazzato. Poi mi chiedo se oggi gli insegnanti delle elementari e delle medie si rendano conto di come è cambiato il mondo dell’informazione, e se aiutino i ragazzini a districarsi in questa landa sovraccarica di dati.
Sono convinto che un giovane di oggi dovrebbe essere stimolato per sviluppare:
Il secondo punto ha anche già un nome: architettura dell’informazione (information architecture [link a fucinaweb intervista rosenfeld]). Questo termine viene però di solito usato in ambito professionale, e indica la necessità di organizzare secondo determinati schemi la massa informativa di un’azienda per poterla poi recuperare in futuro (il rischio è infatti che se l’informazione è troppa, sia poi difficile sapere dove è stata messa quando se ne ha bisogno).
Ma questo varrà sempre di più anche per una singola persona. Tesi, libri, articoli, ricerche, foto, musica sono tutti elementi che sarà sempre più facile produrre e acquistare in formato digitale. Ma come organizzarli? Come decidere dove va cosa per poterli trovare quando ne abbiamo bisogno? Non trovare quello che si cerca è come non averlo, un’opportunità che è proprio un peccato sprecare.
E’ impressionante il lavoro dello spider di Google, l’animaletto che va in giro per vedere come sono cambiati i siti da indicizzare. Ogni giorno viene su questa nullità di weblog e richiede più di 200 pagine (sempre con gentilezza). Non oso immaginare cosa succeda in tutto il resto del web.
Quando penso alla possibilità di scattare centinaia di foto a costo zero, di realizzare film nel salotto di casa, di creare musica con effetti speciali, non posso non pensare che nel 99,9% dei casi questi strumenti sono in mano a degli incompetenti che si credono creativi.
Basta articoli impersonali e distaccati, adesso anche per Mytech scrivo come se fossi nel mio weblog: Messenger: volete comunicare con Google Talk, Msn, Icq, Yahoo? Allora usate Gaim!