Questo era il blog di Antonio Volpon e non è più aggiornato, pur rimanendo la possibilità di navigare gli archivi.
Antonio continua a scrivere per il suo sito professionale.

Diario da Varsavia – terza puntata

Posted: novembre 22nd, 2005 | Author: | Filed under: Subconscio | No Comments »

La neve. Ho assistito alla prima nevicata. Una nevicata diversa da quelle a cui siamo abituati noi ad inizio della stagione invernale, che solitamente si presentano con fiocchi grandi che cadono dal cielo lentamente, dove tutto è ovattato, quasi tiepido. Qui la neve scende a 45 gradi, veloce come una freccia, sospinta dal freddo vento del nord (che è veramente freddo), a mo’ di tempesta. Speriamo che non sia sempre così.
Il mercatino. Ogni capitale che si rispetti, ha un mercatino di cose particolari o di cose usate, che la contraddistingue. Quello di Varsavia è un po’ inquietante. E’ un mercato permanente che occupa un intero stadio dismesso, si dice che sia il più grande mercato all’aperto dell’Europa centrale e dell’est, e non stento a crederci. La particolarità sta nel fatto che vi si trova di tutto. Molti vestiti, scarpe, chincaglieria varia, ma anche cose dell’ex armata russa vendute direttamente da russi: uniformi, spille varie, scarpe, ma anche visori notturni e fucili (veri). Il visore notturno è un sogno di quando ero piccolo. Ma, per ora, ho acquistato solo qualche matrioska.
I soldi. La valuta locale è lo ‘sloto’, mentre il centesimo si chiama ‘groscio’. A parte il nome buffo, è una moneta che mi piace perchè è semplice: 4 sloti = 1 euro. La divisione per ‘quattro’ mi è sempre venuta facile e sono contento del cambio. Speriamo si mantenga stabile almeno fino alla fine dell’anno. Poi me ne sarò andato.
(fine terza puntata)


Diario da Varsavia – seconda puntata

Posted: novembre 15th, 2005 | Author: | Filed under: Subconscio | 3 Comments »

I tassisti. Se pensate che i tassisti di Napoli siano scatenati, allora non siete mai stati a Varsavia. E chi l’avrebbe mai detto, paese teutonico, grigio e serio come questo, mi aspettavo tassisti ‘addormentati’ con macchine anni 60. Invece, sprezzanti del pericolo rappresentato dalle strade polacche con asfalto liscio e pieno di buche, sfrecciano come dei pazzi. Io sono abbastanza abituato a viaggiare, ma non mi vergogno di aver avuto paura qualche volta sui taxi polacchi. Una volta abbiamo anche tamponato la macchina davanti a noi. Il taxi correva talmente forte che non si è fermato in tempo.

Ma ci sono anche gli aspetti positivi di questa usanza. Il mese scorso stavo per perdere l’aereo. Il tassista ha capito dal mio stato di agitazione e ha totalizzato un numero di scorrettezze tale che in Italia avrebbe perso almeno 100 punti di patente. L’apoteosi è stata sulla rampa delle partenze (all’aeroporto), una specie di parabolica, è uscito un veicolo mancandoci di precedenza, il tassista che correva a +100Kmh lo ha schivato entrando in un controsterzo ‘a pendolo’, ruote che fischiavano come il sibilo di una macchina a vapore e rischio di fare un volo di 20 metri. Ma alla fine tutto è andato bene e sono riuscito a prendere il mio volo.

La Radio. Ragazzi, è fantastico: qui le radio trasmettono solo musica anni ’80. Al massimo qualcosa di inizio ’90, ma è un’eccezione. Per chiarire, quando scrivo ‘solo’ intendo davvero ‘esclusivamente’. Ma la qualità è ottima, solo le migliori canzoni, revival clamorosi che mi portano indietro ai ‘bei tempi andati’, quando con Pietro eravamo già (ancora) in grado di invitare le più carine della scuola al cinema con noi. Mi sono dato una spiegazione di questo gap temporal-musicale: qui sono veramente indietro di 20 anni perché loro negli anni ’80 le nostre musiche non le potevano ascoltare. E ora, giustamente, si stanno allineando pian piano.

(fine seconda puntata)


Diario da Varsavia

Posted: novembre 3rd, 2005 | Author: | Filed under: Girovagando | No Comments »

Un giorno di giugno mi telefona il mio boss e mi dice che c’è un bel progetto in Polonia. Penso subito a come scamparla, ma so di non avere speranze. Doveva essere breve (6 settimane) e tranquillo. Alla fine sarà durato proprio 6. …ma mesi, e of corse tanto tranquillo non sarà stato.
Le donne. Subito un mito da sfatare: qua non è pieno di gnocca. Probabilmente le aspettative molto alte – create da sedicenti profondi conoscitori della zona e delle sue bellezze – sono il motivo principale della disillusione. Ragazze carine ce ne sono, si vedono soprattutto in aereo quando dall’Italia tornano – tutte rigorosamente tiratissime e magari volando in business class – a casa in Polonia per stare un po’ (immagino) con genitori e amici. Rimorchiate dal riccone di turno, accalappiate con la promessa (sembrerebbe mantenuta) di una vita agiata, lontana dalla povertà rurale di questo grande paese.
La cucina. Una scoperta positiva c’è stata: i funghi e i tartufi. Qui in Polonia impazziscono per i funghi. Il week-end tutti in macchina per andare in campagna e gettarsi alla loro ricerca. Chiaramente io non ci sono mai andato, tutti i week-end rientro a casa, ma li trovo abbondantemente nei menù dei ristoranti. E me li mangio con gusto.
Il Papa. La presenza del Papa polacco aleggia ovunque. Immaginine nei taxi, cartelloni nella strada, prime pagine delle riviste con la sua foto. E anche il nome di una via. Il mio hotel è nella via ‘Jana Pawla’, a Varsavia. Inizialmente pensavo fosse il nome di una famosa attrice locale, magari degli anni ‘50. Poi ho visto una rivista con la foto del Papa e il suo nome scritto in lingua locale “Jana Pawla II”, e ho capito che significava “Giovanni Paolo”. Peccato che un pezzo di questa strada, una delle + importanti di Varsavia, sia presidiato da peep-show, porno-shop e vari. Proprio cattivo gusto, in particolare in un paese molto cattolico come la Polonia.
La luce. Tanto bello godere in estate della luce del sole fino alle 22.30… tanto brutto ora piombare nel buio pece alle 4 del pomeriggio
L’isola. Nel mio hotel c’è solo un canale in italiano, è RaiDue. Dopo aver parlato/sentito in inglese tutto il santo giorno, la sera la TV deve essere in Italiano. Ma su RaiDue dopo le 22 fanno solo l’Isola dei Famosi. E io mi trovo a guardare questo programma imbarazzante quasi tutte le sere, dopo cena. Ormai mi piace. Anzi, mi fa impazzire. Ieri sono andato a letto quasi all’una dopo aver assistito alle nomination di questa settimana
(fine prima puntata)