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Andar con le ciaspe

Posted: gennaio 9th, 2007 | Author: | Filed under: Girovagando | Tags: , , , , , | 2 Comments »

E’ ormai qualche anno che uso le ciaspe (o ciaspole, o racchette da neve), e qualche cosa posso dire di averla imparata.

L’equipaggiamento consigliato per una giornata con le ciaspe è quello tipico di un’escursione in montagna, con qualche aggiunta per la neve: scarponi, giacca invernale, sciarpa, berretto, guanti. Anche il pantalone può essere quello usato per camminare in montagna, benissimo se in velluto. L’importante, se c’è molta neve (ed è quello che si cerca andando con le ciaspe!) è quello di procurarsi delle ghette per evitare l’ingresso di neve nello scarpone.

In dipendenza del tipo di neve, inoltre, cambia il tipo di ciaspa consigliata. Per neve fresca o friabile una ciaspa leggera (per esempio in lega), con pianta larga, è l’ideale, perché evita di sprofondare troppo. Di contro con neve ghiacciata, soprattutto se in salita, sono da preferirsi le ciaspe in plastica dura e sagoma stretta, il cui rampone riesce a dare stabilità e riduce lo scivolamento del piede.

Irrinunciabile portare un po’ di cioccolata e un thermos con del buon tè.

Il posto ideale per una mezza giornata rilassante con le ciaspe nel bellunese? Sicuramente Passo Giau (galleria fotografica), che riserva sempre qualcosa di speciale.

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2 Comments on “Andar con le ciaspe”

  1. 1 paolo said at 1:39 pm on gennaio 9th, 2007:

    Sono stato al Giau al tempo di naja:
    ciaspe di legno, che bagnate diventavano più che pesanti, vestiario militare assolutamente permeabile ad ogni tipo di intemperie, esclusi gli scarponi (che però erano miei, made in Montebelluna).
    E però … il divertimento era nell’esserci.
    (al posto del the, grappa, mentre la cioccolata era la stessa).

    p.s.
    dimenticavo, anche il Fal faceva parte della dotazione!

  2. 2 mikebutt said at 3:57 pm on gennaio 12th, 2007:

    Bello!!!
    Dopo aver letto del passo del Giau e delle ciaspe ho chiuso gli occhi e improvvisamente mi sono sentito catapultato la, sul passo Giau.
    Tanta neve candida, fresca e friabile (quest’anno in montagna c’è poca neve, ma nei sogni si puoi far nevicare quanto si vuole), i rumori ovattati, il bianco candido della neve, il riflesso che spacca le pupille, la brezza fresca e frizzante che entra nei polmoni e un po’ di sana e buona fatica nelle gambe.
    Sorrido e mi sento felice, in pace con me stesso e con il mondo!
    Penso che non c’è niente di meglio che stare all’aperto in mezzo alla natura.
    Purtroppo, ad un certo punto, apro gli occhi e la poesia finisce.
    Mi ritrovo in ufficio appena tornato dalla pausa pranzo.
    Guardo fuori dalla finestra e vedo la pianura milanese con il grigiore tipico di una giornata di nebbia e piovosa.
    Ma la mente è rimasta serena e felice rinfrancata dal bel sogno e pronta per affrontare il pomeriggio di lavoro.