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Libri e ingranaggi

Posted: dicembre 16th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi | Tags: , | 4 Comments »

Leggere un libro di 1400 scritte fitte fitte come “Infinite jest” di David Foster Wallace e poi passare immediatamente alla “Trilogia della città di K” di Agota Kristof è come usare per mesi un ingranaggio che fa fatica a scorrere e improvvisamente, dopo una bella oliata, si muove in velocità.

Ho faticato non poco a leggere Infinite jest, anche se arrivato nei dintorni della fine mi sarebbe piaciuto diluire le ultime pagine in modo da prolungarne l’esperienza. Dopo alcuni mesi di lettura certosina, è difficile abbandonare improvvisamente personaggi descritti così bene da conoscerli come veri amici.

Ma anche Trilogia della città di K, che ho letto in poco più di un weekend, riesce a descrivere in poche frasi essenziali e dirette ambienti e personaggi lasciando al lettura la giusta quantità di fantasia per costruirci attorno le proprie architetture e profili umani.

Due libri così distanti da essere quasi in simbiosi quando si leggono di seguito.

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4 Comments on “Libri e ingranaggi”

  1. 1 Votarxy said at 5:45 am on gennaio 7th, 2007:

    ma secondo te, Mario c’entrava con la cartuccia incriminata?

  2. 2 Antonio said at 12:09 pm on gennaio 7th, 2007:

    Mi sono fatto l’idea che Mario sapesse un bel po’ di cose sulla cartuccia, ma che non abbia voluto dire niente perché molto legato alla madre, e non voleva ferirla parlandole della “Più Bella Ragazza Di Tutti i Tempi”.
    E secondo te? :-)

  3. 3 Votarxy said at 2:16 pm on gennaio 7th, 2007:

    secondo me aveva i mezzi e la possibilità di creare il film, o quantomeno di metterlo insieme con il materiale girato dalla cicogna triste, perché nessun altro tra i personaggi sarebbe stato in grado di montarlo senza impazzire subendone gli effetti.

  4. 4 Antonio said at 3:49 pm on gennaio 7th, 2007:

    Uhm…molto interessante davvero.
    In effetti è probabilmente l’unico personaggio che avrebbe potuto uscirne indenne.