Libri e ingranaggi
Posted: dicembre 16th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi | Tags: lettura, libri | 4 Comments »Leggere un libro di 1400 scritte fitte fitte come “Infinite jest” di David Foster Wallace e poi passare immediatamente alla “Trilogia della città di K” di Agota Kristof è come usare per mesi un ingranaggio che fa fatica a scorrere e improvvisamente, dopo una bella oliata, si muove in velocità.
Ho faticato non poco a leggere Infinite jest, anche se arrivato nei dintorni della fine mi sarebbe piaciuto diluire le ultime pagine in modo da prolungarne l’esperienza. Dopo alcuni mesi di lettura certosina, è difficile abbandonare improvvisamente personaggi descritti così bene da conoscerli come veri amici.
Ma anche Trilogia della città di K, che ho letto in poco più di un weekend, riesce a descrivere in poche frasi essenziali e dirette ambienti e personaggi lasciando al lettura la giusta quantità di fantasia per costruirci attorno le proprie architetture e profili umani.
Due libri così distanti da essere quasi in simbiosi quando si leggono di seguito.
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ma secondo te, Mario c’entrava con la cartuccia incriminata?
Mi sono fatto l’idea che Mario sapesse un bel po’ di cose sulla cartuccia, ma che non abbia voluto dire niente perché molto legato alla madre, e non voleva ferirla parlandole della “Più Bella Ragazza Di Tutti i Tempi”.
E secondo te?
secondo me aveva i mezzi e la possibilità di creare il film, o quantomeno di metterlo insieme con il materiale girato dalla cicogna triste, perché nessun altro tra i personaggi sarebbe stato in grado di montarlo senza impazzire subendone gli effetti.
Uhm…molto interessante davvero.
In effetti è probabilmente l’unico personaggio che avrebbe potuto uscirne indenne.