Posted: novembre 25th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi, Subconscio | 1 Comment »
Ogni volta che temo di non riuscire a scrivere bene, di non esprimermi correttamente, di scrivere frasi troppo complesse e farraginose, ogni volta che succede questo – solo allora – guardo per cinque minuti il telegiornale di Telebelluno, e subito mi consolo.
Posted: novembre 20th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio | 1 Comment »

La stagione invernale non mi è mai piaciuta, l’ho detto e ripetuto. Svegliarmi la mattina e sentire il freddo che viene al di là delle coperte, sentire le mani screpolate, doversi vestire strato su strato, tutte situazioni e momenti che odio con il cuore.
Ma c’è almeno un contentino per queste giornate: la spremuta di arance a colazione. Un vero toccasana, un modo per cominciare bene la giornata e per viziarsi. Un motivo per resistere fino a quando, uscendo dall’ufficio, scoprirò che è ancora chiaro.
Posted: novembre 13th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi, Girovagando, Pollice verde | No Comments »

Ad attenderci all’ingresso del museo di storia naturale di Londra abbiamo trovato un mio vecchio amico, David Attenborough. La sua immagine si trova un po’ ovunque nelle sale e richiede al visitatore un po’ di attenzione, ma soprattutto qualche offerta per sostenere il museo, il cui ingresso è peraltro gratuito.
David Attenborough l’ho conosciuto grazie alla televisione a metà anni ottanta, quando Quark era un programma serio invece di un ricettacolo di sciocchezze (basti pensare all’angolo della cucina con il professore Cannella) e offriva ai telespettatori il meglio della produzione documentaristica mondiale.
E come scordare la serie di documentari intitolata “Il pianeta vivente” in cui la troupe di Attenborough ha girato in lungo e in largo tra ghiacciai, lande, vulcani, presentando a un bambino di 10 anni un ritratto affascinante della flora e della fauna del mondo. Ho ancora vivo in testa il naturalista che si avvicina di soppiatto a un tartaruga gigante che sta deponendo le uova in qualche isola sperduta e parla sottovoce rivolgendosi alla telecamera. Ricordo anche che Attenborough finiva ogni puntata con un “ed è proprio lì che andremo nella prossima puntata”. I documentari mi sono piaciuti così tanto che di lì a poco mi sono fatto comprare pure il libro, che sarà ancora da qualche parte.
Di strada Attenborough, oggi ottantenne, ne ha fatta tanta, tanto da aver ricevuto diversi riconoscimenti, anche dalla regina, oltre che l’appellativo di “sir”. Anche la rete per cui lavora, la BBC, gli ha dedicato uno speciale.
Magari in Italia avessimo qualcuno di questo calibro. Per carità, non ho dubbi che ci sia, ma allo stesso tempo so che non troverà mai lo spazio che si merita sui mezzi di informazione, perché quello spazio è già occupato da padri e figli che non mollano certo la presa, e da personaggi che girano con la piccozza anche dentro casa.
Posted: novembre 6th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi, Girovagando, Subconscio | 2 Comments »

L’incontro è avvenuto all’improvviso.
Ero in bicicletta e stavo percorrendo una piccola discesa che conduce alla strada principale, ho preso una curva e me lo sono trovato davanti. Era il tendone del circo che si è fermato a Belluno.
Da quando l’ho letto, circa un anno fa, il circo mi ricorda Mr Vertigo, il libro scritto da Paul Auster.
Nel testo non si parla propriamente di circo, in realtà, ma di un ragazzo a cui insegnano a volare, e che insieme al suo maestro si muove di fiera in fiera come fenomeno da carrozzone.
Un libro molto triste, dal finale tragico, che forse mal si adatta al paragone con il circo. Eppure a me il circo un po’ di tristezza, non so neppure bene perché, l’ha sempre data. Lo stesso per le giostre e i divertimenti di cui solitamente i bambini vanno matti.
No, fosse per me probabilmente non esisterebbero neppure.
Posted: novembre 1st, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Girovagando, Pollice verde | 5 Comments »

L’altra mattina mi sono alzato molto presto, e alle cinque ero già nella piccola piazza vicino casa. La piazza ospita un parcheggio da cui si diparte un breve viale costellato di alberi.
A quell’ora, nel silenzio delle vie addormentate, le foglie che cadono copiosamente riescono a richiamare sufficiente attenzione perché ci si soffermi a guardarle.
Attimi che nella normalità della giornata passano del tutto inosservati si vestono di notte di un sapore tutto particolare, ricordandoci che ovunque andiamo, c’è sempre vita intorno a noi.