Questo era il blog di Antonio Volpon e non è più aggiornato, pur rimanendo la possibilità di navigare gli archivi.
Antonio continua a scrivere per il suo sito professionale.

Meno male che c’è internet

Posted: ottobre 28th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio, Tecnicaglie | No Comments »

Col senno di poi, sono stato molto fortunato.

Quando mi sono imbarcato a studiare informatica, era decisamente patito per le smanettate con il computer.

Internet non c’era e il massimo in fatto di comunicazione tra un computer e il mondo era guardare il serial televisivo “I ragazzi del computer” su Italia 1, dove uno studente secchione (e anche un po’ stronzetto) faceva il figo collegandosi via modem con il suo carrettone.

Le persone cambiano. Non so se oggi ce la farei a lavorare a un computer “sconnesso”, che non mi permetta di comunicare, di essere letto, commentato, di ricercare, interagire, costruire.

Siamo andati ben al di là delle ridicole possibilità che guardavo a bocca aperta nel serial tv, ma allora non ce lo saremmo mai immaginato.

In questo modo sono probabilmente riuscito a unire due o più passioni; diversamente non penso avrei avuto futuro in questo mondo.  


Dio trino e quattrino

Posted: ottobre 23rd, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio | No Comments »

Ricordo che una quindicina d’anni fa qualcuno aveva rubato le offerte dalla chiesa del mio paese. Nel bollettino parrocchiale il prete si era duramente scagliato contro quelli che ha definito “pidocchi morti di fame”, ma una frase mi è rimasta impressa in tutti questi anni: “al posto del dio trino hanno il dio quattrino”.

Per tutto questo tempo ho pensato a un colpo di genio del parroco, a un’esibizione degna di un insegnante a un corso di scrittura creativa. Fino a stasera, quando il mediocre sceneggiato tv di Raiuno ha messo le stesse parole in bocca all’allora patriarca Albino Luciani.


Carpe diem

Posted: ottobre 21st, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi, Subconscio | 1 Comment »

Il lago su cui poggia l'edificio Mondadori

Ieri mattina mi sono trovato in macchina a sorridere divertito mentre ascoltavo Alfonso Signorini su Radio Montecarlo.

Non fraintendetemi: fosse per me Signorini lo manderei a pelar patate “direttamente e senza passare per il via” – anzi – è stato un caso che fossi sintonizzato su una radio di mattina, visto che è più facile trovare pubblicità e chiacchiere vuote che della buona musica (ma questa è un’altra storia già scritta).

Ero divertito perché lavora nel palazzo Mondadori, e per 30 secondi ha parlato delle enormi carpe che popolano il laghetto su cui poggia l’edificio progettato da Niemeyer.

Perché sono così pasciute? Probabilmente perché, come ha detto Signorini in un raro momento di lucidità, il lago lambisce le due strutture a ellisse che formano la mensa, ed è consuetudine per i dipendenti, finito il pranzo, lanciare alle carpe gli avanzi del pane.

Anzi, ricordo di averlo fatto anch’io un paio di volte. E ricordo anche l’arrivo della possente carpa che con la sua pinna squartava in due il pelo dell’acqua, come Mosè.


Test in diretta

Posted: ottobre 18th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Girovagando, Subconscio | No Comments »

Per andare da Belluno a Venezia ci vogliono due ore e mezza.

Uhm, no. Per andare da Belluno a Venezia in macchina basta meno di un’ora, ma se si va in treno ci vogliono due ore e mezza.

No, neanche. Per andare da Belluno a Venezia in treno ci vuole un’ora e mezza, che però diventano due e mezza se il treno viene sostituito per un buon tratto, fino a Treviso, da una corriera.

Ricapitoliamo: per andare da Belluno a Venezia – 98 chilometri – domenica ho impiegato due ore e mezza, cioè una media di 40 chilometri all’ora, come percorrere una grande città che dalle montagne arriva in laguna.

Sono giustificati questi ritardi, queste cifre?

Ebbene sì. Trenitalia ha infatti da poco “messo on line” un sito che permette di seguire in diretta la situazione del traffico e dei ritardi su rotaia. Il sito presenta una bella immagine della nostra penisola, attraversata e trafitta da segmenti colorati che collegano le diverse stazioni.

Se il segmento è grigio, nessun treno sta attraversando quel tratto di ferrovia; se è verde il treno è in orario; se arancio un poco in ritardo, se rosso decisamente in ritardo.

Sicuramente prima di mettere online il sito i tecnici responsabili del progetto hanno verificato con cura che tutto funzionasse alla perfezione, ma come il mio animo tecnico sa bene, nessun test è migliore di quello fatto in ambiente di produzione.

Sono quindi convinto che per verificare il corretto funzionamento del segmento tra Belluno e Venezia, per capire se questo si colora correttamente di rosso in caso di ritardo, solo per questo motivo è stata predisposta una corriera ad attenderci piuttosto che un vagone, corriera che per “testare” correttamente il sito ha superato sè stessa, attraversando ogni più piccolo centro tra Belluno e Treviso, sostando a ogni semaforo e ogni piazzola.

Questo mi consola. So che non ho buttato nel cesso una mattinata, ma che ho partecipato a un test per il rilascio di un ottimo servizio che Trenitalia può ora offire in tranquillità ai propri viaggiatori.

E poi, dopotutto, è proprio bella l’idea di fare un sito totalmente dedicato ai ritardi dei treni. E’ come ammettere pubblicamente che il treno in ritardo è più la regola dell’eccezione. Non era meglio spendere i soldi per partecipare a rinnovare la dorsale ferroviaria?


Lo Schiara

Posted: ottobre 16th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Girovagando | 4 Comments »

Ogni volta che Dino Buzzati tornava nella sua casa di San Pellegrino, così scriveva, non poteva non fermarsi a guardare lo Schiara in tutta la sua bellezza e potenza.

Anch’io da qualche tempo ho la fortuna di poterlo vedere dalla finestra della cucina, e come lui non riesco a resistere al suo fascino tanto che quasi tutte le mattine, mentre aspetto che il forno scagli le microonde sulla tazza del latte, mi fermo un paio di minuti a guardarlo rapito, rammaricandomi di non essere là.

Lo Schiara


10 Gennaio 1994

Posted: ottobre 15th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio, Tecnicaglie | 1 Comment »

Sembra davvero impossibile che ci sia stata un’era pre-cellulare, abituati come siamo a portarcelo sempre appresso e a lamentarci se per sbaglio lo dimentichiamo a casa.

Stessa cosa per internet, che è ormai diventato un compagno fedele per ogni ricerca, per comprare una nuova macchina fotografica, per programmare un viaggio, per contattare un amico.

I nostri figli non riusciranno a credere che noi siamo nati in anni in cui tutto questo non c’era, e non era neppure stato ipotizzato. E ci chiederanno: quando avete usato per la prima volta il cellulare, quando internet?

Alla seconda domanda oggi so rispondere addirittura con certezza, perché tra i (tanti!) cd di backup che in un pomerggio nuvoluso ho deciso di riordinare, ho fortunosamente trovato la prima mail che abbia mai ricevuto, evento che ho colto con un po’ di stupore ed emozione.

E, come sempre con le cose che diventeranno importanti, si tratta di una mail che parla di tutto, fuorché di argomenti seri.

Era il 10 Gennaio 1994.

From: xxx@xxx.CINECA.IT
To: VOLP00@LAURA.RECORD.UNIPD.IT
Subject: CIAO PIRLOZZO!!!
Date: 11-01-1994 18:37

Ciao Antani,

che bello, che emozione ti sto mandando la mia prima mail!!!

Oggi mi sento particolarmente euforico, sara' per la pioggia...

Non vedo l'ora (anche perche' non ho l'orologio) che venga sabato
per trovarci a conbinare una delle nostre...

Speriamo che questa volta xxx chiami quella troiona, battona, meretrice
(stavo scherzando) di xxx che, dopo averla conosciuta, devo dire
che e' una gran bella figliola...

Purtroppo non ci sara' xxx (chi cazzo se ne frega). Ma ci sara' sicura-
mente xxx che con le sue battute e le sue facce mi fa morire.

Spero che xxx si faccia sentire, e se lo vedi organizzate pure
quello che volete.

Chiama anche xxx e digli che la sua presenza e' fondamentale un suo
rifiuto potrebbe essere traumatico per me.

Xxx mi sa che e' tornato in calore, tornando a xxx e rivedendo la
sua amata si riacendera' la vecchia fiamma. Quindi sabato bisognera'
stare attenti a cio che si dice se non vogliamo che ci meni.

Purtroppo tra tutte queste piacevoli cose c'e' sempre la pecora nera
xxx, purtroppo ci sara' anche lui!!! (sto sempre scherzando, se non
ci fosse xxx chi prenderemmo per il culo, xxx naturalmente.

Poi ci sara' anche la troia (e stavolta non sto scherzando) xxx.

Mi pare che manchi solo xxx che con la nuova pettinatura e' ancora
piu' xxx!!!

Penso di aver nominato tutta la lercia gentaglia che direttamente o in-
dirattamente frequenta il TAMIGI CLUB.

Naturalmente ci sara' anche quel deficente, stronzo, merdman, gran test
di caz di Antonio Volpon e quel stupendo, bravo, figo, divino, pornodivo,
magnifico xxx di cui tutti parlano...

Ciao

Google, ci fai o ci sei?

Posted: ottobre 11th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio | No Comments »

Caro Google,

sei sicuro di aver capito la recente critica alla mia banca, dove dicevo che avrei tanto voluto andare da un’altra parte, stufo delle prese in giro?

Perché visto la pubblicità che hai appiccicaco alla spalla destra di quell’intervento, mi pare che tu non abbia colto l’ironia.

 


La mia banca è Unicredit Banca

Posted: ottobre 9th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio | 2 Comments »

Penso di aver subito umiliazioni a sufficienza con la filiale di via Vittorio Veneto a Belluno di Unicredit Banca.

Dopo essermi fatto gabbare da fondi e investimenti sicuramente convenienti (a loro), interessi irrisori e cambi continui di interlocutore, oggi mi sono presentato in filiale dopo aver richiesto appuntamento, su loro suggerimento.

La faccia smarrita dell’impiegata non lasciava adito a dubbi: spereva mi fossi dimenticato della visita. Infatti oggi per me non avevano tempo, e son dovuto tornare a casa. Non avevano tempo dopo che loro mi hanno chiesto di passare, telefonandomi due volte e promettendomi qualche analisi per capire come “risparmiare un poco sul conto”.

Ma è chiaro: loro del mio risparmio se ne fregano e su questo, come dicono nella pubblicità, “posso contarci”.