Posted: marzo 24th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio | No Comments »
Questo weekend il Fai, il Fondo per l’Ambiente italiano, ha in programma l’apertura di più di 400 siti artistici e naturali.
Mi sarebbe piaciuto sapere quali sono quelli del Veneto, se non fosse che il sito continua a dirmi che ci sono troppi accessi. Ma sarei curioso di sapere quanti possano mai essere.

Posted: marzo 17th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Subconscio | No Comments »
Viviamo più in un’epoca in cui il singolo da solo non riesce a compiere scoperte, prevalere nello sport, emergere negli ambienti di lavoro, se non con un corposo team alle spalle. I giorni degli avventurieri sono finiti da un pezzo.
Ma per qualcuno tutto questo non è vero. Sono le persone con cui a volte mi trovo a che fare, non solo nel lavoro, ma anche per diletto.
Quelle che mi piace chiamare “persone al singolare”. Sono quelle persone che hanno appena letto qualcosa oppure a cui hai appena insegnato qualcosa, e che fanno l’idea talmente propria che ne parlano come se fosse tutta loro.
Nei discorsi con gli altri il “noi” viene presto sostituito con un “io”, lasciandomi ogni volta stupito della sfacciataggine di cui sono capaci. Il bello è che non lo fanno mica per cattiveria; in fondo sono figli di una società in cui tutto si copia, e le idee non fanno sicuramente eccezione.
Io ci rimango male, ma mi preoccupa soprattutto il fatto che queste persone non hanno il minimo di senso critico e inventiva (quelli che volevano inculcarci a scuola), per cui non sono in grado di *prendere spunto* da un’informazione e crearne una propria. La copiano tale e quale, senza apportare alcuna miglioria. Sono fotocopiatrici. Dato un punto A e uno B, per dirla con la matematica, non sono in grado di tracciare il segmento che li unisce.
Siamo tutti stupiti dalle possibilità della rete; c’è gente che non si incontra mai e scrive libri, manda satelliti nello spazio, sviluppa programmi. Ma attenzione: le “persone al singolare” sono sempre in agguato.
Posted: marzo 8th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Tecnicaglie | No Comments »
Era dal 1980 che non leggevo qualcosa di simile tra le istruzioni di un software:
Affinché le applicazioni funzionino correttamente è indispensabile installare il pacchetto in c:\Web. La procedura di installazione infatti non permette di selezionare una posizione diversa.
Da PcProfessionale, Marzo 2005
Posted: marzo 8th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi | No Comments »
Quando la domenica su Raitre ci sono trasmissioni che si spintonano nel palinsesto, quella che si fa sempre da parte è Passepartout di Philippe Daverio, l’unica che mi piace e che guardo in tutta la settimana.
Posted: marzo 6th, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi | No Comments »
Caro Gruppo l’Espresso, io ti compero le guide blu del Touring dell’Europa che stai tanto pubblicizzando, perché sono rimasto molto contento di quelle rosse d’Italia che hai proposto un anno fa.
Però non scherzare; quella dell’Austria e della Francia che nella pubblicità spacci come inedite sono invece una copia tale e quale di quelle verdi che erano allegate a Panorama un paio d’anni fa.
Guarda che rischi di perdere uno dei maggiori clienti…
Posted: marzo 2nd, 2006 | Author: Antonio | Filed under: Cinque sensi | No Comments »
- E la tua anima? Dove credi che sia andata?
- Starà vagando sulla terra come tante altre; cercando vivi che preghino per lei. Forse mi odia perché l’ho trattata male; però questo non mi preoccupa più. Mi sono liberata del vizio dei suoi rimorsi. Mi amareggiava persino quel poco che mangiavo, e mi rendeva insopportabili le notti riempiendole di pensieri paurosi con immagini di condannati e cose del genere. Quando mi sedetti a morire, lei mi pregò di alzarmi e di continuare a trascinare la vita, come se ancora aspettasse qualche miracolo che mi lavasse via le colpe. Non ci provai nemmeno: “Qui termina la strada – le dissi. – Non ho più forze per altro”. E aprii la bocca perché se ne andasse. E se ne andò. Lo capii quando nelle mie mani cadde il filino di sangue con cui era legata al mio cuore.
Juan Rulfo, Pedro Páramo, Einaudi, pag. 74/75