Diario da Varsavia – seconda puntata
Posted: novembre 15th, 2005 | Author: candriol | Filed under: Subconscio | 3 Comments »I tassisti. Se pensate che i tassisti di Napoli siano scatenati, allora non siete mai stati a Varsavia. E chi l’avrebbe mai detto, paese teutonico, grigio e serio come questo, mi aspettavo tassisti ‘addormentati’ con macchine anni 60. Invece, sprezzanti del pericolo rappresentato dalle strade polacche con asfalto liscio e pieno di buche, sfrecciano come dei pazzi. Io sono abbastanza abituato a viaggiare, ma non mi vergogno di aver avuto paura qualche volta sui taxi polacchi. Una volta abbiamo anche tamponato la macchina davanti a noi. Il taxi correva talmente forte che non si è fermato in tempo.
Ma ci sono anche gli aspetti positivi di questa usanza. Il mese scorso stavo per perdere l’aereo. Il tassista ha capito dal mio stato di agitazione e ha totalizzato un numero di scorrettezze tale che in Italia avrebbe perso almeno 100 punti di patente. L’apoteosi è stata sulla rampa delle partenze (all’aeroporto), una specie di parabolica, è uscito un veicolo mancandoci di precedenza, il tassista che correva a +100Kmh lo ha schivato entrando in un controsterzo ‘a pendolo’, ruote che fischiavano come il sibilo di una macchina a vapore e rischio di fare un volo di 20 metri. Ma alla fine tutto è andato bene e sono riuscito a prendere il mio volo.
La Radio. Ragazzi, è fantastico: qui le radio trasmettono solo musica anni ’80. Al massimo qualcosa di inizio ’90, ma è un’eccezione. Per chiarire, quando scrivo ‘solo’ intendo davvero ‘esclusivamente’. Ma la qualità è ottima, solo le migliori canzoni, revival clamorosi che mi portano indietro ai ‘bei tempi andati’, quando con Pietro eravamo già (ancora) in grado di invitare le più carine della scuola al cinema con noi. Mi sono dato una spiegazione di questo gap temporal-musicale: qui sono veramente indietro di 20 anni perché loro negli anni ’80 le nostre musiche non le potevano ascoltare. E ora, giustamente, si stanno allineando pian piano.
(fine seconda puntata)
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“quando con Pietro eravamo già (ancora) in grado di invitare le più carine della scuola al cinema con noi”
Sei sicuro di ricordarti bene?
In effetti Candriol utilizza il verbo “invitare” il che non implica il buon fine!
….e poi il passato nei ricordi si tinge sempre di colori forti che magari non aveva, tutto sembra più bello, ogni volta che lo si racconta si arrichisce sempre più di particolari e si gonfia si gonfia fino a dientare quasi pura immaginazione e fantasia.
…in quell’affermazione direi che la fantasia è al 99%!!
…con affetto uno che c’era.
ciao ascolta,ma per un viaggio di un weekend per una ragazza sola è una città raccomandabile?