Nuove frontiere dello spam
Posted: settembre 30th, 2005 | Author: Antonio | Filed under: Tecnicaglie | No Comments »

Potere dei feed Rss: riesco a tenere sotto controllo quello che dicono i weblogger di tutto il mondo che si imbattono in Belluno. A volte sono un po’ preoccupato:
Its now Thursday and we have made our way up to the north of Italy to a little town called Belluno…………no one speaks English so our Italian is improving drastically, we know at least 10 words…hahahahahaIts just at the foot of the Dolomites, the train ride up was breathtaking, well worth the 5 hours on the train.
Leggo tra le righe:
Ma poi continuo a leggere e capisco che, dopotutto, neanche loro sono dei geni:
Went, or tried to go on a little hike today, got the bus to a tiny village – Mis – couldn’t find the trial to the ’so called’ lake
Ogni tanto penso che quella di studiare informatica sia stata proprio una bella idea del cazzo.
Non solo ti rovini gli occhi, l’adipe tracima (o esonda?) e ti intimoriscono i bug. Passi anche otto ore a parlare un linguaggio che fuori ufficio ti condurrebbe al manicomio, da asp a radware, da flag a cachare.
E fuori le stagioni passano.
Certo che non è facile comportarsi bene. Quando mi collego alla rete aziendale di Milano trovo sempre qualcuno che condivide la sua playlist di Itunes. Vi prego, non tentatemi come le sirene con Ulisse, come il serpente con la mela, non fatemi scaricare Il Programma, io voglio resistere e fare il bravo.
Oggi quasi tutti i nuovi servizi web funzionano per inviti: all’inizio li puoi usare solo se sei invitato e a tua volta hai la possibilità di invitare poche persone.
La cosa non mi piace, l’ho scritto per Mytech (ancora in fase di pubblicazione).
Devo però anche dire che quando ti arriva l’invito un po’ di emozione c’è, per esempio stamattina, quando mi sono potuto iscrivere su wordpress.com come antonio.wordpress.com.
Posso invitare solo un’altra persona, dovrò pensare bene chi può essere.




Quando vedo queste cose mi sento un po’ meno solo.


I governi occidentali pensano di essere abbastanza forti da sconfiggere i terroristi senza affrontare le radici da cui nascono. I terroristi non hanno paura di morire. E noi abbiamo scelto di vivere nella paura. Un binomio funesto. Perciò godetevi le vacanze finché potete.
Manuel Castells, da Internazionale
Piante di canapa indiana a un passo dall’aeroporto di Belluno. Non una vera e propria piantagione, ma quanto è bastato ieri mattina a far atterrare un elicottero della Guardia di Finanza, che ha proceduto seduta stante al sequestro e alla segnalazione alla Procura della Repubblica.
Ogni tanto mi immagino come sarebbe stato il mio modo di studiare se avessi avuto a disposizione fin dalle elementari le potenzialità delle rete. Magari sarebbe migliorato, magari mi sarei limitato a fare qualche copia incolla ben piazzato. Poi mi chiedo se oggi gli insegnanti delle elementari e delle medie si rendano conto di come è cambiato il mondo dell’informazione, e se aiutino i ragazzini a districarsi in questa landa sovraccarica di dati.
Sono convinto che un giovane di oggi dovrebbe essere stimolato per sviluppare:
Il secondo punto ha anche già un nome: architettura dell’informazione (information architecture [link a fucinaweb intervista rosenfeld]). Questo termine viene però di solito usato in ambito professionale, e indica la necessità di organizzare secondo determinati schemi la massa informativa di un’azienda per poterla poi recuperare in futuro (il rischio è infatti che se l’informazione è troppa, sia poi difficile sapere dove è stata messa quando se ne ha bisogno).
Ma questo varrà sempre di più anche per una singola persona. Tesi, libri, articoli, ricerche, foto, musica sono tutti elementi che sarà sempre più facile produrre e acquistare in formato digitale. Ma come organizzarli? Come decidere dove va cosa per poterli trovare quando ne abbiamo bisogno? Non trovare quello che si cerca è come non averlo, un’opportunità che è proprio un peccato sprecare.