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Information Overload

Posted: febbraio 7th, 2005 | Author: | Filed under: Tecnicaglie | Commenti disabilitati

Google, Microsoft, Yahoo! e altri se ne stanno uscendo con i loro programmi di desktop search.

L’obiettivo è quello di fornire agli utenti uno stumento che indicizzi il contenuto dell’hard disk per facilitare le ricerche di mail, allegati, documenti, fogli elettronici, ecc.

Ho provato alcuni di questi strumenti (in particolare Blinkx, Google Desktop, Yahoo! Desktop) e ne sono nel complesso soddisfatto (al momento trovo Yahoo! Desktop una spanna sopra gli altri).

Ma perché nascono come funghi questi software? La risposta è in realtà abbastanza evidente: perché gli hard disk sono sempre più grandi, e perché aumenta l’informazione in essi contenuta. E di pari passo aumenta la difficoltà per l’utente del Pc di trovare quello che gli interessa.

C’è comunque da dire che questi programmi, come un motore di ricerca, non si pongono alcun problema sull’organizzazione delle informazioni. Potete scegliere se cercare tra file Word o email, ma non tra i documenti Word che contengono i verbali delle riunioni piuttosto che quelli con le analisi di bilancio.

Il motivo è ovvio: per trovare dei documenti organizzati secondo qualche criterio, qualcuno li deve catalogare a priori, e questo qualcuno guarda caso siete voi. E visto che la catalogazione è un’operazione delicata (cioè, se la fate male o non la fate è la stessa cosa) e avida di tempo (sto cercando da un anno di catalogare le foto dell’anno prima, con il risultato che sono indietro di due anni), non c’è da stupirsi che questi software navigano nel “mare magnum” del vostro hard disk senza alcun criterio di fondo.

C’è però spazio per dei miglioramenti: se hoho già catalogato le mie foto delle vacanze utilizzando lo standard IPTC, mi aspetto che questo tipo di ricerca sfrutti queste informazioni nel creare il proprio indice. Stessa cosa con i tag ID3 per i file MP3, così da poter cercare anche autore o titolo della canzone, indipendentemente dal nome del file.

Abbiamo appurato che la catalogazione è un’operazione onerosa: evitiamo allora di doverla applicare più volte per ottenere gli stessi risultati.

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