Tempi moderni
Posted: ottobre 19th, 2004 | Author: Antonio | Filed under: Humor inglese | 1 Comment »Letto su una maglietta:
- internet
+ cabernet
Letto su una maglietta:
- internet
+ cabernet
Non me l’aspettavo.
L’altra sera ero al supermercato e al momento di pagare ho notato delle casse stranamente poco frequentate.
Il mistero si è subito chiarito: l’Auchan di Vimodrone ha introdotto delle casse self-service. Nessuna commessa con il broncio, nessun litigio per il resto o per un sacchetto in più: un display vi guida passo passo dal riconoscimento della merce fino al pagamento con contanti o Bancomat.
Mi sono divertito così tanto che sarei tornato indietro a comperare ancora qualcosa…

Esistono ancora?


In questi anni ho percorso parecchi chilometri in autostrada e ho potuto osservare l’evoluzione delle insegne che sovrastano le corsie. All’inizio erano spente, se non in caso di incidenti o problemi sulla rete.
Poi ha cominciato a comparire la pubblicità:
Buon viaggio con Viacard
Qualche tempo dopo, consumate le lettere V,i,a,c,a,r,d, la società si è preoccupata di sensibilizzare gli utenti sul tema della sicurezza:
Guidate con prudenza
Rispettate i limiti
Con l’introduzione della patente a punti il tono è cambiato, e siamo passati dai consigli alle minacce velate:
Retromarcia, meno x punti
Uso scorretto della corsia di emergenza, meno y punti
Da qualche tempo la cosa è invece decisamente macabra:
L’automobile è un’arma
Ogni due morti, uno ha bevuto
Due morti su tre hanno avuto un colpo di sonno
Ho provato con l’aiuto di un collega a sommare le proporzioni dei morti per colpi di sonno, per uso di droghe, per eccesso di velocità e guida in stato di ebbrezza: la percentuale ha superato abbondantemente il 100%.
Forse qualcuno di quelli brilli si è appisolato, oppure chi aveva acidi in corpo ha anche superato i limiti? Questo spiegherebbe tutto.
“Anche voi siete uguali agli uomini” disse il colonnello con tono amaro. “Fin che si è piccoli, non ci sono attenzioni che bastino; quando poi si è diventati grandi, si è faticato e si è stanchi, non c’è un cane che ci guardi.” (Dino Buzzati – Il segreto del Bosco Vecchio)
Raramente ho visto un film tratto da un romanzo e vi ho ritrovato gli stessi personaggi, atmosfere, sapori e profumi. Le ragioni possono essere molteplici, e forse è normale: un film non potrà mai spingersi nei dettagli come un libro; in un libro la nostra mente gioca un ruolo fondamentale per creare paesaggi, animare personaggi, immaginare situazioni, mentre nel film siamo influenzati; con un libro la lettura si spinge giorno dopo giorno, e portiamo con noi i protagonisti al lavoro, a pranzo e a letto.
Non fa eccezione “Il segreto del Bosco Vecchio”, tratto da un romanzo di Dino Buzzati e diretto da Ermanno Olmi: dopo pochi minuti stavo già navigando in altri canali. Incuriosito, ho sfilato il Merenghetti dalla libreria, trovando immediato conforto:
Deludentissima riduzione dell’omonimo racconto di Dino Buzzati [...] dove inquadrature frettolose e un montaggio affannato non danno il tempo di guardare la natura, mentre i suoni ricostruiti al doppiaggio tradiscono ogni verità ambientale.
Più che Natale, Pasqua: ogni anno sembra che la festa si sposti indietro.
Come ho già detto un paio d’anni fa (ahhh, il bello di avere un weblog), le avvisaglie del Natale sono sempre più in anticipo. Ad Agosto ho visto la pubblicità di un presepe a dispense (“se cominci adesso la raccolta, per Natale è completo”…), ma lo scorso week-end è già cominciata quella degli addobbi.
Ma forse è normale, visto che sono già pronti anche i calendari 2005.
Da: Me
A: Ufficio 1
Curiosità: nel questionario, che differenza c'è tra "sw developer" e "programmatore"?
Da: Ufficio 1
A: Ufficio 2
Cosa gli rispondo?
Da: Ufficio 2
A: Ufficio 1, Me
Lo sviluppatore sviluppa, il programmatore programma.
Ragazzi, questa domanda era già nell'altro questionario, insieme alle system house se è per quello...
Probabilmente ogni generazione invidia le possibilità date ai più giovani.
Mi ricordo che ai tempi della scuola la mia unica fonte di informazione per le ricerche era l’Enciclopedia Conoscere, quella con la copertina rossa e i titoli a caratteri dorati. Oggi rimango allibito ogni volta che lancio in Google un’interrogazione a prima vista impossibile, ricevendo risultanti pertinenti rispetto alle mie aspettative. Non solo: vent’anni fa sarebbe stato impensabile comprare in edicola un’enciclopedia come quella di Repubblica, a un costo tutto sommato accessibile.
Ma forse, se avessi dieci anni, non mi stupirei per questa fortuna e liquiderei in fretta la ricerca con un copia-e-incolla dall’Encarta.
Le cartine sono aperte. I nomi cominciano a respirare. (Giuseppe Cederna – Il grande viaggio)
Recuperare cartine e mappe: questa è una delle mie prime preoccupazioni quando stiamo preparando un viaggio, ma anche semplicemente prima di un’escursione o di una gita.
Mi piace stendere la cartina sopra un grande tavolo e sedermi a studiare valli, montagne, strade, laghi, ponti, torrenti, valichi: è come leggere un libro e immaginare personaggi e paesaggi.