Questo era il blog di Antonio Volpon e non è più aggiornato, pur rimanendo la possibilità di navigare gli archivi.
Antonio continua a scrivere per il suo sito professionale.

Un piccolo passo per il web

Posted: marzo 31st, 2004 | Author: | Filed under: Tecnicaglie | No Comments »

volpon.it


Nastro grigio

Posted: marzo 31st, 2004 | Author: | Filed under: Girovagando | No Comments »

L’autostrada è un insieme di momenti per pensare alla settimana trascorsa, o a quella che comincia.

Vi si rincorrono i buoni propositi per il week-end (raramente soddisfatti in pieno, ma non importa) e le ingiustizie subite.

Lungo questo nastro grigio si srotolano sentimenti e cambiano paesaggi.

Forse è arrivato il momento di comprare un’autoradio.


Ogni volta è così

Posted: marzo 30th, 2004 | Author: | Filed under: Subconscio, Tecnicaglie | No Comments »

Ancora non mi sono abituato: che sia FucinaWeb oppure Mytech, ogni volta che va online un mio nuovo articolo mi emoziono. A volte basta proprio poco per essere felici.


Cinquant’anni di pubblicità in televisione

Posted: marzo 30th, 2004 | Author: | Filed under: Girovagando | No Comments »

Ci sono diversi modi per capire che il tempo scorre e non si è più ragazzini.

Si può per esempio andare alla Triennale di Milano (grazie a Marco) per Dreams, “I sogni degli italiani in 50 anni di pubblicità televisiva”.

Calimero, il caffè Paulista e la carne Montana sono legati a un passato ormai remoto, e il pensiero vola ai compagni di scuola e ai pomeriggi in famiglia, quando si viveva alla giornata e il futuro non era un problema.


E’ primavera

Posted: marzo 29th, 2004 | Author: | Filed under: Pollice verde, Subconscio | No Comments »

Per me la primavera non arriva il 21 Marzo, ma qualche giorno dopo, l’ultimo wek-end del mese. E’ allora, quando le giornate si allungano di colpo per aver cancellato un’ora dagli orologi, che mi accorgo di quanto tutto intorno stia cambiando.

E penso agli alberi in fiore, alle guance rosse di mia mamma alle prese con il giardino, ai tramonti spettacolari, al profumo d’erba e al tepore del sole. Adesso è quel momento.


Ci siamo passati tutti

Posted: marzo 25th, 2004 | Author: | Filed under: Subconscio | No Comments »

Lo riconosci subito: occhi irrequieti, attenzione
massima al dettaglio, mani che tremano.

Questa è la giusta immagine che descrive chi ha da poco comprato la prima macchina
fotografica digitale. Non importa se è il piatto di pasta, lo schermo del televisore,
il laccio delle scarpe: un mondo intero è lì che non aspetta altro
di essere catturato, al costo di un clic.

E’ normale, ci siamo passati tutti.


Post-It

Posted: marzo 24th, 2004 | Author: | Filed under: Subconscio | 1 Comment »

Per molti sono solo dei piccoli fogli gialli da appiccicare allo schermo del pc per fissare un appuntamento, o sul frigorifero per alimentare la lista della spesa.

Per me i Post-It sono il riassunto delle emozioni vissute nel week-end, un concentrato di parole assonnate da lasciare questa settimana a chi mi sta vicino, e dorme ancora.


Gli Rss servono a tutto

Posted: marzo 23rd, 2004 | Author: | Filed under: Tecnicaglie | No Comments »

E’ proprio vero che Rss è lo standard del futuro: lo usa perfino Pornanza (attenzione: contenuto pornografico). Via Wired.


Serate metropolitane

Posted: marzo 19th, 2004 | Author: | Filed under: Girovagando | No Comments »

A Milano, sebbene nei tre anni passati in una “.com” non abbia frequentato più di tanto la città (piuttosto i suoi uffici), sono molto legato.

Milano è una metropoli, e come tale ti chiarisce subito quali sono i patti: sai esattamente cosa aspettarti, nel bene e nel male.

Se da un lato il traffico è un casino e la città è un cesso, ogni sera c’è la presentazione di un libro, le mostre si susseguono vorticose, puoi contare sulla Triennale e la Feltrinelli chiude dopo le dieci si sera.

Non è lo stesso di altre città, che coniugano i difetti delle metropoli con quelli dei paesetti di montagna: traffico, inquinamento, poche iniziative. Tra queste c’è Verona.

Per questo motivo, quando sono a Milano parcheggio la macchina e prendo la metropolitana per il centro, anche se mi sono alzato presto e sono stanco dopo una giornata di lavoro.

Ancora dopo quattro anni che frequento la città mi continua a colpire la mescolanza di etnie che si succede in metropolitana, ogni persona “sulle sue” e indaffarata a pensare a cosa fare una volta scesa. Secondo me si accorgono che li guardo, perché più di un’occasione mi si è rivolto uno sguardo con stampato “Che cazzo vuoi?”.

Questi particolari mi colpiscono perché sono un montanaro: se questo fosse il blog di un milanese, non ci sarebbe posto per un intervento come questo.

Ieri, come al solito, sono sceso al Duomo (confermo: la facciata è sempre incappucciata) e mi sono diretto (come al solito) al Ricordi Media Store in galleria Vittorio Emanuele. Esaurito ben presto il budget che mi ero prefisso, ho optato per un piatto di spaghetti al ristorante poco sopra, in verità altamente sconsigliato.

L’unica caratteristica interessante del ristorante è la possibilità di sedersi vicino a una finestra che si trova poco sotto un arco a tutto sesto della galleria, e da lì ammirare una fetta di piazza.

Mentre cercavo di staccare qualche spaghetto dal polpettone sul piatto ho notato un signore sui cinquanta, con un sacchetto in mano, che stava attraversando la piazza da parte a parte della mia visuale. Ma non ce l’ha fatta. Ha cominciato a curvare l’andatura fino a compiere dei veri e propri cerchi sempre più stretti, come se stesse giocando a un girotondo a spirale. E puntualmente, quando il raggio del cerchio è diventato troppo stretto per poterlo ridurre ulteriormente, è caduto. Probabilmente aveva bevuto un po’ troppo.

Rialzatosi grazie all’aiuto di un passante si è appoggiato a una transenna della metropolitana, curvando la schiena e appoggiando la testa tra le mani. Anche quando sono sceso e mi sono diretto verso la fermata era ancora lì, e i nostri sguardi si sono incrociati mentre scendevo le scale e lo fissavo dal basso. Io ho abbassato lo sguardo vergognandomi di scrutarlo in quel modo; lui ha abbassato lo sguardo probabilmente vergognandosi di trovarsi in quella situazione.


Veloce aggiornamento dell’album fotografico

Posted: marzo 18th, 2004 | Author: | Filed under: Girovagando | No Comments »

Quattro foto di Passo Giau d’Inverno