Photo addicted
Posted: maggio 8th, 2003 | Author: Antonio | Filed under: Tecnicaglie | Commenti disabilitatiDa un po’ di settimane trascorro i weekend scattando morbosamente foto con una macchina digitale.
La cosa mi ha preso più del previsto, e in effetti è bello scattare le pose più inutili sapendo che l’unico giudice del lavoro sei tu, e decidi se e quando portarle a stampare.
Con l’occasione, ho studiato un po’ e ho “rivoluzionato” questo sitino personale, che a parte me e te non lo caga nessun altro, caro lettore.
Ho scoperto questo: ogni volta che si scatta una foto, nel file jpg vengono salvate alcune informazioni relative al giorno e ora di realizzazione e alle impostazioni della macchina (certo, a meno che non si tratti di un reperto del medioevo). Si tratta dell’Exif.
Non solo: utilizzando opportuni programmi (tra i quali spicca Exifer, gratuito), è possibile aggiungere delle altre informazioni, come ad esempio un titolo, una descrizione, parole chiave per facilitare la ricerca, ecc. Quest’altro standard si chiama invece Iptc.
Il vantaggio principale nell’usare questi standard è che un unico file (jpg) porta con sé non solo l’immagine, ma anche tutte le informazioni aggiuntive, evitando, tra un travaso e l’altro, di perdere una delle due. L’unico accorgimento è di usare programmi di fotoritocco in grado di manipolare, o al limite riconoscere questi standard, pena la perdita delle informazioni al primo salvataggio. Se te lo dico, è ovviamente perché a me è successo.
A questo ho poi aggiunto qualche routine per estrarre i dati e una mia funzionalità di ricerca che ha dato eccellenti risultati perfino con Mytech, Donna Moderna e Panorama (se avevi dubbi che io fossi un figo).
Il risultato è che ti puoi gustare le foto secondo diverse letture: ti interessano le foto scattate domenica scorsa, tutte quelle che mi ritraggono (vm 18) oppure quelle che parlano di neve? Basta chiedere, pardon, cercare!
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