Questo era il blog di Antonio Volpon e non è più aggiornato, pur rimanendo la possibilità di navigare gli archivi.
Antonio continua a scrivere per il suo sito professionale.

25th hour

Posted: maggio 30th, 2003 | Author: | Filed under: Cinque sensi | No Comments »

Mentre il mondo era in fila per acquistare il biglietto di Matrix Reloaded, il buon vecchio zio Antonio, accompagnato da amici veri, ha deciso di entrare nella poco affollata sala di 25th hour, film diretto da Spike Lee.

Ne è valsa sicuramente la pena. Mi è piaciuta la trama del film, gli attori, la regia (r. fa giustamente notare le scene che trasudano colori, come il blu della discoteca e il verde sotto il cavalcavia, nonché le musiche).

25th hour è uno di quei film che un po’ ti rovinano la nottata, vai a casa un po’ piu’ mogio, capisci che il mondo è fatto soprattutto di sconfitte, ma poi ti passa e pensi che la tua vita sarà migliore di quella di uno spacciatore. Anzi, in fondo se l’è meritato, figlio di puttana che vive delle disgrazie altrui.

Tempo fa leggevo che il film è stato considerato tra i primi esempi del modo di fare cinema in America dopo l’11 Settembre.

Può essere. In realtà le scene con le torri gemelle, le frasi contro Bin Laden, gli scavatori a Ground Zero mi sembrano aggiunte dell’ultimo momento in un film che non ne aveva bisogno, e che parla di tutt’altro.


Photo addicted

Posted: maggio 8th, 2003 | Author: | Filed under: Tecnicaglie | No Comments »

Da un po’ di settimane trascorro i weekend scattando morbosamente foto con una macchina digitale.
La cosa mi ha preso più del previsto, e in effetti è bello scattare le pose più inutili sapendo che l’unico giudice del lavoro sei tu, e decidi se e quando portarle a stampare.

Con l’occasione, ho studiato un po’ e ho “rivoluzionato” questo sitino personale, che a parte me e te non lo caga nessun altro, caro lettore.

Ho scoperto questo: ogni volta che si scatta una foto, nel file jpg vengono salvate alcune informazioni relative al giorno e ora di realizzazione e alle impostazioni della macchina (certo, a meno che non si tratti di un reperto del medioevo). Si tratta dell’Exif.

Non solo: utilizzando opportuni programmi (tra i quali spicca Exifer, gratuito), è possibile aggiungere delle altre informazioni, come ad esempio un titolo, una descrizione, parole chiave per facilitare la ricerca, ecc. Quest’altro standard si chiama invece Iptc.

Il vantaggio principale nell’usare questi standard è che un unico file (jpg) porta con sé non solo l’immagine, ma anche tutte le informazioni aggiuntive, evitando, tra un travaso e l’altro, di perdere una delle due. L’unico accorgimento è di usare programmi di fotoritocco in grado di manipolare, o al limite riconoscere questi standard, pena la perdita delle informazioni al primo salvataggio. Se te lo dico, è ovviamente perché a me è successo.

A questo ho poi aggiunto qualche routine per estrarre i dati e una mia funzionalità di ricerca che ha dato eccellenti risultati perfino con Mytech, Donna Moderna e Panorama (se avevi dubbi che io fossi un figo).

Il risultato è che ti puoi gustare le foto secondo diverse letture: ti interessano le foto scattate domenica scorsa, tutte quelle che mi ritraggono (vm 18) oppure quelle che parlano di neve? Basta chiedere, pardon, cercare!