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Castelsardo e l’Auchan di Sassari

Posted: agosto 30th, 2002 | Author: | Filed under: Girovagando | Commenti disabilitati

Porto Torres è, banalmente, un porto: qualche ciminiera, i moli, le cisterne per il carburante. Ma appena ci si sposta il panorama cambia radicalmente. La strada è a ridosso della costa e permette di ammirare i cambiamenti di roccia e di flora che si succedono nel percorrere i chilometri che ci separano da Castelsardo, dove alloggeremo.

Il colore del mare è indescrivibile: si passa dal celeste al turchese, dal verde al blu. Le rocce sembrano prima tuffarsi in mare, ma a volte declinano gradevolmente e formano piccole, affollate spiagge per pochi fortunati.
Ma aspettate un momento: ci siamo ricordati di portate proprio tutto? No, r. ha dimenticato qualcosa di non trascurabile, i costumi da bagno.

Decidiamo di “sacrificare” la splendida giornata di sole e di recarci, da buone massaie, all’Auchan di Sassari per provvedere, già che ci siamo, anche alla spesa dei prossimi giorni.
La globalizzazione si vede da queste cose. Con la solita ripetitività con la quale lo avrà chiesto, prima di me, ad altre cento persone, la cassiera reclama la “Fidelity Card”. Sto per scuotere la testa, ma in realtà al Vimodrone (Milano) c’è un Auchan, e la tessera ce l’ho. Chissà se mai nessuno noterà che hanno un cliente così affezionato che si è spostato da Milano a Sassari con la tessera del supermercato…

Preso il costume (uno anche per me già che ci siamo), visitiamo la spledida chiesa della SS. Trinità di Saccargia. Bella perché realizzata in strati di calcare (bianco) e basalto (scuro), ma bella anche perché isolata in mezzo ai colli.
E’ poi la volta del nostro primo incontro con i nuraghi, in particolare con la reggia nuragica di Santu Antine, tra i più grandi in Sardegna. In realtà, come sempre, visto da fuori sembra piccolino. Ma è percorrendo le viuzze interne e le salite che ci si rende conto della complessità e della dimensione della struttura, alla quale sono collegate altre tre torri minori.

Felici della giornata non “pianificata”, ma soddisfacente, pensiamo di tornare a casa. Però, poco dopo esserci allontanati dal nuraghe, incontriamo dei bastardi.

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